Laboratorio di Religione

di Giulia Tombaccini www.giuliatombaccini.it
"Gesù amò i bambini e li predilesse per la loro semplicità e gioia di vivere, per la loro spontaneità, e la loro fede piena di stupore!”
(Giovanni Paolo II -Angelus del 18.12.1994-) (contattami)

01 febbraio 2008

Il Buon Samaritano

Amare il prossimo vuol dire riconoscere chi ha bisogno di noi e aiutarlo.
Obiettivi:
  • Conoscere la parabola del Buon Samaritano
  • Scoprire che attraverso le parabole Gesù rivela l'amore di Dio
  • Cogliere il significato della parabola del Buon Samaritano
  • Stimolarsi a mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù
  • Imparare a donare e a condividere
  • Sperimentare atteggiamenti di solidarietà e altruismo

Oggi il telo verde nasconde qualcosa di grosso!

E' così gonfio! Ma cosa ci sarà mai???

Prima di scoprirlo però, ognuno di noi ha cercato di ricordare quando si è comportato male con qualcuno ed ha raccontato ai compagni l'episodio.

Dopo che ogni bimbo ha raccontato il proprio ricordo insieme abbiamo discusso su come avrebbe potuto rimediare e quale sarebbe stato il comportamento giusto.

Ne è venuto fuori un dibattito degno di "porta a porta"! ;-)

A questo punto ho letto Lc 10,29-35: la parabola del Buon Samaritano.

Le immagini che mano a mano accompagnavano la lettura hanno rapito l'attenzione dei bimbi e li hanno aiutati ad immedesimarsi ancora di più nel racconto.



Il telo verde nascondeva tanti trasvestimenti, una ciotola, due bastoni di cartone, tempera rossa...cerotti, cotone...tutti materiali utili a drammatizzare la parabola!

Così eccoci trasformati nei personaggi della parabola!...il Buon Samaritano è stato il ruolo più ambito e questo mi ha fatto piacevolmente intuire che i bimbi hanno realizzato il piacere di aiutare e sono riusciti a ritrovare nel buon Samaritano un modello.

Ecco qui il nostro giudeo in cammino...

...ma ad un tratto due briganti pericolosi lo assalgono a bastonate...(con bastoni di cartone immersi nella tempera rossa abbiamo simulato le ferite!) e lo lasciano mezzo morto ai bordi della strada portandogli via tutti i suoi averi...
Poco dopo passa da quella strada un sacerdote del tempio...il povero giudeo pensa "ma che fortuna!Sicuramente lui mi aiuterà"...e invece il sacerdote dà un'occhiata e tira dritto dicendo di avere molta fretta!
Fece lo stesso un assistente dei sacerdoti...anche lui va di fretta e ignora il povero giudeo.
Ma ecco che il giudeo ormai stremato sente che sta arrivando qualcun'altro ma appena vede che è un samaritano perde ogni speranza.

Infatti Samaritani e Giudei erano nemici! Ma il Samaritano non ci pensa due volte, scende dal suo asino e soccorre il Giudeo.

...pulisce e medica le sue ferite, lo fà bere e lo carica sul suo asino fino alla locanda più vicina...

E' stato davvero bello immedesimarsi in questi personaggi facendosi aiutare e aiutando! Ci siamo anche ricordati che aiutando la nostra amica Mahawa anche noi siamo un pò come il Buon Samaritano e questo ci piace!!!

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15 febbraio 2007

Il seminatore...un'altra parabola!

La Parola crescerà pian piano nel nostro "giardino segreto"!


Obiettivi
  • Conoscere alcune parabole raccontate da Gesù
  • Cogliere il significato e l'insegnamento della parabola "Il seminatore"
  • Sensibilizzare al valore della Parola di Gesù.
Ecco un'altra parabola!
Ma questa volta inizio l'incontro decidendo di provare una preghiera nuova e molto speciale...
Dopo aver acceso la candelina davanti alla Bibbia e fatto il segno della croce chiedo loro di dire liberamente qualcosa a Gesù.
Questo cambiamento li ha un pò spiazzati...c'è stato infatti un attimo di silenzio ma poi ognuno ha detto la sua!
Ho notato che i grandi e i mezzani hanno ringraziato Gesù rifacendosi molto agli argomenti affrontati negli incontri passati e questo mi ha resa molto contenta.
Molti infatti hanno pregato così: "Grazie per aver creato il mondo!" "Grazie per avermi fatto nascere!"..."Grazie perchè mi vuoi bene!"..."Grazie per la mia mamma e il mio papà!"...
I piccoli invece mi hanno fatto molta tenerezza perchè guardando fissa la candelina parlavano a Gesù come alla maestra o un amico, raccontando cosa aveva fatto ieri il nonno...o che la mamma aveva comprato delle caramelle buonissime...oppure..."guarda Gesù!"mentre veniva mostrata la maglietta nuova...o, semplicemente...un timido sorriso.

Appena conclusa la preghiera l'attenzione è stata tutta per il telo verde al centro della stanza...cosa ci sarà questa volta?
Prendo la Bibbia e inizio a leggere Luca 8, 4-8 "Parabola del Seminatore".


Come per "Il buon Pastore" mano a mano che procedo nella lettura elimino il telo e muovo tutti i personaggi...mentre il seminatore semina, un seme cade nella strada e verrà poi mangiato dall'uccellino...un altro seme cade tra i sessi e verrà bruciato dal sole perchè non riesce a fare radici profonde...un altro ancora cade tra i rovi che lo soffocheranno...quelli invece seminati nella terra diventeranno delle splendide spighe!

Ho spiegato loro che il seminatore è Gesù e che i semi sono le sue parole, sono tutti i suoi insegnamenti che troviamo nella Bibbia e che dobbiamo far crescere nel nostro cuore e far si che
portino frutto diventando grandi e forti come quelle spighe!
Ho allora chiesto: "Il nostro cuore deve essere come la strada dura, come i sassi brulli, come i rovi spinosi e secchi o come la terra morbida?"
Un bel coro ha risposto: "come la terraaaa..."e alcuni hanno aggiunto: "perchè solo lì il semino diventa spiga!"
Abbiamo parlato di quali potessero essere i semini di Gesù che già conoscono..."essere buoni"..."dare retta a mamma e papà"..."voler bene agli amici" "non litigare"...ognuno ha trovato un semino di Gesù per sè.
Li hanno poi disegnati (sotto forma di azioni buone) su petali di carta colorata e appoggiati in un "giardinetto di carta" che avevo precedentemente costruito.
Dopo aver promesso che il loro cuore sarebbe stato come la terra e non come la strada, i sassi o i rovi, i nostri semini si sono trasformati in splendidi fiori colorati!
Li ho visti molto soddisfatti di questa trasformazione...e ognuno ha controllato dov'era il proprio petalo.


Infine un momento che li ha entusiasmati particolarmente e che ho promesso loro di ripetere nei prossimi incontri è stata la drammatizzazione della parabola dove un bimbo interpretava il seminatore, alcuni i semini, uno l'uccellino, un altro i rovi e alcuni il sole.
Si sono così immedesimati nella parte memorizzando molto bene il racconto e divertendosi.
Inoltre chi faceva il semino nella terra, inizialmente stava tutto rannicchiato a terra facendosi piccolo piccolo (su mia indicazione) ma, diventato una spiga, di propria iniziativa, si è messo in punta di piedi spingendo le braccia in su con molta forza.


Questi gesti mi hanno fatto capire che forse avevano davvero intuito la grandezza e lo splendore di queste "spighe"!

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25 gennaio 2007

La pecorella perduta e ritrovata...ma cos'è la parabola???

Dio è un buon pastore. Egli va in cerca della pecora smarrita e grande è la sua gioia quando la ritrova!



Obiettivi
  • Conoscere alcune parabole raccontate da Gesù
  • Scoprire che attraverso le parabole, Gesù rivela l'amore di Dio
  • Cogliere il significato e l'insegnamento della parabola "Il Buon Pastore"
  • Capire che per Dio ciascuno di noi è unico e che ci ama tutti allo stesso modo
  • Sapere cos'è una parabola
  • Iniziare a conoscere gli amici di Gesù, gli apostoli
Ma cos'è una parabola???
Dopo aver salutato Gesù con una preghierina e acceso la candelina, simbolo della sua presenza lì con noi, ho posto questa domanda.
Cos'è una parabola?
Tutti si sono trovati d'accordo nel ritenere che la parabola sia l'antenna parabolica!
:-)
Ho spiegato loro che le parabole sono racconti
di Gesù molto semplici e che ora si trovano nella Bibbia.
Sono racconti diversi dalle favole che conosciamo perchè toccano il nostro cuore e ci aiutano a capire gli insegnamenti di Gesù.
Ho così spento la luce...erano tutti curiosi di scoprire cosa nascondesse il telo verde al centro della saletta illuminato da una lampada.
Ho iniziato a leggere Giovanni 10 e Luca 15 sottolineando l'amore personale e la presenza protettiva del buon Pastore: chiama ogni sua pecorella per nome, le conosce tutte anche se sono tante, le ama tutte in ugual modo...
Durante il racconto ho eliminato il telo che nascondeva un recinto con tante pecorelle, il buon Pastore e il rovo di spini che ha subito rapito la loro attenzione...
Ho mimato ogni azione...li ho visti attenti, presi, preoccupati quando la pecorella era sola tra le spine, contenti quando il Pastore la ritrova e la porta con sè.
Ho fatto poi raccontare e muovere i personaggi ad ognuno di loro...
...intervallando domande come "cosa succede in questa parabola?" "perchè il pastore è andato in cerca della sua pecora?" "Cosa pensava la pecorella andando via?" "e dopo? Nel crepaccio tra i rovi?" "E sulle spalle del suo pastore?"...

Questo momento ha occupato gran parte del tempo ma tutti ci tenevano così tanto a partecipare che ho deciso di dedicarvi tutto lo spazio necessario...

Mi sono stupita vedendo che molti davano per sottinteso che il Pastore fosse Dio.
Immediato è stato allora fare capire che noi siamo come quelle pecorelle...e tante volte come la pecorella smarrita!
Ognuno di noi ha poi costruito la propria pecorella con il proprio nome.

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