PACE e FRATELLANZA!!!
Pelle bianca come la cera
pelle nera come la sera,
pelle arancio come il sole,
pelle gialla come limone:
tanti colori come i fiori!
Di nessuno puoi fare a meno per disegnare l'arcobaleno!!!

Obiettivi:

Dopo aver acceso come sempre la nostra candelina che ci ricorda che la luce di Gesù è sempre con noi, abbiamo recitato insieme una nuova preghiera: la poesia della pelle (vedi in alto) che ci ha introdotto il tema della pace e fratellanza.
Ho chiesto a tutti di esprimere a parole la propria idea di pace...
Riporto alcune frasi:
"la pace è quando prima si litiga e poi si chiede scusa" ;
"è quando ci si vuole bene";
"è quando se dò un calcio a un mio amico gli chiedo scusa";
"è quando non c'è la guerra. Mio babbo mi ha detto che in certi posti c'è la guerra anche in questo momento";
"è quando ci si stringe la mano";
"è quando ci si abbraccia";
"è quando ci si fa un regalo dopo che abbiamo litigato";
"è darsi un bacio"....e tante altre...

Ho poi tirato fuori dal telo verde qualche segno di pace (disegnato in tanti cartoncini uniti ad un filo e appesi) : la colomba di Noè, l'arcobaleno (simbolo dell'unione di tutti i colori), i rami d'ulivo, la stretta di mano tra fedeli, tanti amici di paesi diversi insieme...
Ho poi suggerito situazioni in cui recitando facevamo finta di entrare in disaccordo con l'altro, di escluderlo dal gioco, di portargli via un gioco o un colore (come nella foto), di non concedere aiuto...e ho lasciato libera la modalità per "fare pace"...qui sotto vediamo un bel bacio!
...ma la pace non è solo questo...
Abbiamo infatti osservato più attentamente uno dei simboli della pace: quello che rappresenta tanti bimbi di nazionalità diverse riuniti insieme e ci siamo confrontati sulle nostre esperienze.
Io ho raccontato delle mie esperienze all'estero e di come sia amica di tante persone esteriormente diverse da noi; un bimbo dei 3 anni ha ricordato che nella loro sezione Paul è Irlandese; i 5 anni che Yana è Ucraina; una bimba dei 5 anni ha raccontato che una sua amica ha la pelle "non è nera ma è molto marrone"...e così via...
Ho così chiesto loro di guardarsi e dirmi se erano tutti uguali o c'erano differenze...
Abbiamo così scoperto che anche la nostra pelle non è uguale, c'è chi è più scuro, chi ha la pelle di un rosa più pallido...chi ha i capelli neri, chi biondi...e così via!
Insomma siamo tutti diversi...
Ho esposto poi un cartellone che mostra come anche le case in cui vivono i nostri amici lontani siano diverse da noi europei...e così la pagoda per il bimbo cinese; la capanna di fango e paglia per l'amico africano; l'igloo tutto di ghiaccio dell'esquimese e la tenda indiana.
Si sono molto diverti ad osservarle...le hanno definite "strane"!!!

Ma non solo! Da una busta ho tirato fuori tanti piccoli travestimenti, un capellino giapponese, un cappuccio di pelo per l'esquimese, un collana di fiori per l'hawaiana, un copricapo con piuma per l'indiana, e il velo per l'arabo!

Così travestiti, a turno, abbiamo imparato la gestualità dei diversi modi di salutare e in alcune lingue anche le parole di saluto:
-Gli indiani si inchinano con le mani giunte dicendo: "Namastè";
-Gli arabi portano la mano destra alla fronte, poi alla bocca e infine al petto dicendo "Salaam!" e inchinandosi;
-I giapponesi posano le mani sulle cosce e inchinando il busto dicono "Sajonara!";
-Gli esquimesi si salutano sfregandosi naso contro naso;
-Gli hawaiani con un bel "Aloha";
....e poi i russi...i francesi...i tedeschi...gli africani...

Ognuno ha infine fatto un bel disegno del bimbo straniero che lo ha colpito di più con la sua "strana" casa!
Ci siamo davvero divertiti nel scoprire quanto è bello conoscere le differenze e accettarle!

pelle nera come la sera,
pelle arancio come il sole,
pelle gialla come limone:
tanti colori come i fiori!
Di nessuno puoi fare a meno per disegnare l'arcobaleno!!!

Obiettivi:
- Educare alla pace: instaurare relazioni positive
- Rispettare la multiculturalità
- Sviluppare sentimenti di accettazione
- Vivere gesti di amicizia
- Saper gestire la conflittualità
- Conoscere segni di pace
- Cogliere l'insegnamento di Gesù nei gesti di pace
- Riconoscere pari dignità alle persone
- Accogliere le diversità, rispettarle e apprezzarle
- Coltivare il valore di fratellanza universale
- Conoscere il significato cristiano di fratello

Dopo aver acceso come sempre la nostra candelina che ci ricorda che la luce di Gesù è sempre con noi, abbiamo recitato insieme una nuova preghiera: la poesia della pelle (vedi in alto) che ci ha introdotto il tema della pace e fratellanza.
Ho chiesto a tutti di esprimere a parole la propria idea di pace...
Riporto alcune frasi:
"la pace è quando prima si litiga e poi si chiede scusa" ;
"è quando ci si vuole bene";
"è quando se dò un calcio a un mio amico gli chiedo scusa";
"è quando non c'è la guerra. Mio babbo mi ha detto che in certi posti c'è la guerra anche in questo momento";
"è quando ci si stringe la mano";
"è quando ci si abbraccia";
"è quando ci si fa un regalo dopo che abbiamo litigato";
"è darsi un bacio"....e tante altre...
Ho poi tirato fuori dal telo verde qualche segno di pace (disegnato in tanti cartoncini uniti ad un filo e appesi) : la colomba di Noè, l'arcobaleno (simbolo dell'unione di tutti i colori), i rami d'ulivo, la stretta di mano tra fedeli, tanti amici di paesi diversi insieme...
Ho poi suggerito situazioni in cui recitando facevamo finta di entrare in disaccordo con l'altro, di escluderlo dal gioco, di portargli via un gioco o un colore (come nella foto), di non concedere aiuto...e ho lasciato libera la modalità per "fare pace"...qui sotto vediamo un bel bacio!
...ma la pace non è solo questo...Abbiamo infatti osservato più attentamente uno dei simboli della pace: quello che rappresenta tanti bimbi di nazionalità diverse riuniti insieme e ci siamo confrontati sulle nostre esperienze.
Io ho raccontato delle mie esperienze all'estero e di come sia amica di tante persone esteriormente diverse da noi; un bimbo dei 3 anni ha ricordato che nella loro sezione Paul è Irlandese; i 5 anni che Yana è Ucraina; una bimba dei 5 anni ha raccontato che una sua amica ha la pelle "non è nera ma è molto marrone"...e così via...
Ho così chiesto loro di guardarsi e dirmi se erano tutti uguali o c'erano differenze...
Abbiamo così scoperto che anche la nostra pelle non è uguale, c'è chi è più scuro, chi ha la pelle di un rosa più pallido...chi ha i capelli neri, chi biondi...e così via!
Insomma siamo tutti diversi...
Ho esposto poi un cartellone che mostra come anche le case in cui vivono i nostri amici lontani siano diverse da noi europei...e così la pagoda per il bimbo cinese; la capanna di fango e paglia per l'amico africano; l'igloo tutto di ghiaccio dell'esquimese e la tenda indiana.
Si sono molto diverti ad osservarle...le hanno definite "strane"!!!
Ma non solo! Da una busta ho tirato fuori tanti piccoli travestimenti, un capellino giapponese, un cappuccio di pelo per l'esquimese, un collana di fiori per l'hawaiana, un copricapo con piuma per l'indiana, e il velo per l'arabo!

Così travestiti, a turno, abbiamo imparato la gestualità dei diversi modi di salutare e in alcune lingue anche le parole di saluto:
-Gli indiani si inchinano con le mani giunte dicendo: "Namastè";
-Gli arabi portano la mano destra alla fronte, poi alla bocca e infine al petto dicendo "Salaam!" e inchinandosi;
-I giapponesi posano le mani sulle cosce e inchinando il busto dicono "Sajonara!";
-Gli esquimesi si salutano sfregandosi naso contro naso;
-Gli hawaiani con un bel "Aloha";
....e poi i russi...i francesi...i tedeschi...gli africani...
Ognuno ha infine fatto un bel disegno del bimbo straniero che lo ha colpito di più con la sua "strana" casa!Ci siamo davvero divertiti nel scoprire quanto è bello conoscere le differenze e accettarle!
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