Dio mi chiama per nome perchè mi ama da sempre!
Dio conosce il tuo nome.
Prima che tu nascessi, Dio ti conosceva: ti ha chiamato e sei venuto al mondo.
Ti chiama per nome perchè ti ama da sempre!
Obiettivi:
“Chi di voi vorrebbe un altro nome?”
"Regaleresti il tuo nome in cambio di questo gioco?” …
Ci siamo ritrovati così...e che simpatico vederli presi nell'immaginare qualcosa di bello in cambio del loro nome.
“ssshhh, ascoltate tutti bimbi! Voglio raccontarvi la storia di una bimba…proprio come voi…”
Ottenuto il silenzio ho raccontato la storia:
Bè...ora tutti hanno ritrattato la "vendida" del loro nome...
"maestra, no...non la voglio più la grotta dei Gormiti"...mi sento subito dire.
:-)
Abbiamo così giocato a "tu sei unico perchè" (si chiama ad alta voce ogni bimbo a turno e tutti evidenziando le cose belle e uniche che vedono in lui)
Ma c'è ancora il telo verde da scoprire...che ci sarà mai???
Ho alzato il telo ed ecco tante fotografie del Battesimo, una bacinella piena d'acqua ed una bambola vestita di bianco!
"Ma maestra siamo noi!"
Infatti il telo nascondeva le foto del loro Battesimo ed è stato molto emozionante per tutti osservarsi e con orgoglio mostrarle agli amici!
Ho spiegato che è stato quello il momento in cui il loro nome è stato consacrato a Dio.
Durante il Battesimo il sacerdote ha chiesto a mamma e papà “che nome date al vostro bambino?” ed è così che siamo entrati a far parte della famiglia di Gesù!
Che divertimento poi, simulare il momento del nostro Battesimo e dire a gran voce il proprio nome!

Prima che tu nascessi, Dio ti conosceva: ti ha chiamato e sei venuto al mondo.
Ti chiama per nome perchè ti ama da sempre!
Obiettivi: - Scoprire di essere stato desiderato, atteso, accolto;
- Conoscere il proprio nome come segno d'identità;
- Intuire il significato sociale ed emozionale di avere un nome;
- Conoscere il valore di far parte di una famiglia;
- Intuire di far parte della comunità dei cristiani: il Battesimo;
- Rivivere la gioia della propria nascita.
“Chi di voi vorrebbe un altro nome?”"Regaleresti il tuo nome in cambio di questo gioco?” …
Ci siamo ritrovati così...e che simpatico vederli presi nell'immaginare qualcosa di bello in cambio del loro nome.
“ssshhh, ascoltate tutti bimbi! Voglio raccontarvi la storia di una bimba…proprio come voi…”
Ottenuto il silenzio ho raccontato la storia:
LA BAMBINA SENZA NOME. di Piumini
C’era una volta una bambina che aveva un nome come tutti i bambini del mondo: era allegra, e andava spesso a giocare in un certo giardino.
Un giorno lanciò la palla al di là di una siepe, e quando andò a riprenderla, non la trovò.
Cerca qua, cerca là, la pallina non c’era.LA bimba era stupita e anche un po’ spaventata…come può essere sparita la mia palla?Oddio…chi l’avrà presa?E se qui dietro la siepe c’è qualche brutto mostro? O magari un orso o un lupo cattivo…oddio!!!
Mentre pensava a tutte queste strane possibilità sentì, ad un tratto, una vocina, in alto:
E’ tua questa palla, piccina?-
La bambina guardò su e vide un omettino, piccolino e magro, magro.
Era seduto a cavallo di un ramo dell’albero:aveva la palla tra le mani!
-Cero che è mia!Dammela!!- disse la bimba.
-E tu cosa mi dai in cambio?-
-Niente!La palla è la mia!-
-Ma adesso ce l’ho io!-
-Non ho niente da darti!- disse la bambina.
-Sì che ce l’hai!: dammi il tuo nome!-
Pensando che l’ometto che scherzasse, la bimba gli disse:
-va bene, te lo do…tanto il nome non serve a niente!Buttami la palla ora!-
L’ometto sorrise, lascio cadere la palla, lei la prese e tutta contenta tornò a casa.
Si sentiva strana.
E più strana si sentì quando si accorse che la salutavano senza più dire il suo nome, dicevano solo “hei tu!”: poi pensandoci si accorse che nemmeno lei lo ricordava.
-Mamma come mi chiamo io?- disse allora la bimba a sua madre.
-Tuuuu?Non hai nessun nome- disse la mamma.
La bambina andò a guardare i suoi libri e i suoi quaderni e vide che non c’era nessun nome.
-Tu! Scendi a fare merenda!- grida la mamma dal di sotto.
“la mamma mi ha sempre detto di non chiamare nessuno con un tu…E’ proprio perché io un nome non ce l’ho che ora lo fa…” pensò con tristezza.
Allora piangendo, la bambina prese la palla, andò in giardino e arrivò sotto l’albero.
L’omino era ancora lassù, seduto sul ramo, con la mano chiusa e sorrideva.
-Ridammi il mio nome!!!- gridò la bambina –ti ridò la palla se vuoi-
-tieniti la palla piccolina, e anche il tuo nome: e un’altra volta non darlo a nessuno capito?-
Aprì la mano e all’improvviso la bimba ricordò di chiamarsi Antonella e si mise a saltare per la gioia.
Corse a casa e la mamma le chiese- dove sei andata, Antonella???-
-Avevo perso una cosa molto importante, mamma-
disse Antonella, e lo disse così seria che la mamma le diete un bacio…di quelli che fanno rumore.
C’era una volta una bambina che aveva un nome come tutti i bambini del mondo: era allegra, e andava spesso a giocare in un certo giardino.
Un giorno lanciò la palla al di là di una siepe, e quando andò a riprenderla, non la trovò.
Cerca qua, cerca là, la pallina non c’era.LA bimba era stupita e anche un po’ spaventata…come può essere sparita la mia palla?Oddio…chi l’avrà presa?E se qui dietro la siepe c’è qualche brutto mostro? O magari un orso o un lupo cattivo…oddio!!!
Mentre pensava a tutte queste strane possibilità sentì, ad un tratto, una vocina, in alto:
E’ tua questa palla, piccina?-
La bambina guardò su e vide un omettino, piccolino e magro, magro.
Era seduto a cavallo di un ramo dell’albero:aveva la palla tra le mani!
-Cero che è mia!Dammela!!- disse la bimba.
-E tu cosa mi dai in cambio?-
-Niente!La palla è la mia!-
-Ma adesso ce l’ho io!-
-Non ho niente da darti!- disse la bambina.
-Sì che ce l’hai!: dammi il tuo nome!-
Pensando che l’ometto che scherzasse, la bimba gli disse:
-va bene, te lo do…tanto il nome non serve a niente!Buttami la palla ora!-
L’ometto sorrise, lascio cadere la palla, lei la prese e tutta contenta tornò a casa.
Si sentiva strana.
E più strana si sentì quando si accorse che la salutavano senza più dire il suo nome, dicevano solo “hei tu!”: poi pensandoci si accorse che nemmeno lei lo ricordava.
-Mamma come mi chiamo io?- disse allora la bimba a sua madre.
-Tuuuu?Non hai nessun nome- disse la mamma.
La bambina andò a guardare i suoi libri e i suoi quaderni e vide che non c’era nessun nome.
-Tu! Scendi a fare merenda!- grida la mamma dal di sotto.
“la mamma mi ha sempre detto di non chiamare nessuno con un tu…E’ proprio perché io un nome non ce l’ho che ora lo fa…” pensò con tristezza.
Allora piangendo, la bambina prese la palla, andò in giardino e arrivò sotto l’albero.
L’omino era ancora lassù, seduto sul ramo, con la mano chiusa e sorrideva.
-Ridammi il mio nome!!!- gridò la bambina –ti ridò la palla se vuoi-
-tieniti la palla piccolina, e anche il tuo nome: e un’altra volta non darlo a nessuno capito?-
Aprì la mano e all’improvviso la bimba ricordò di chiamarsi Antonella e si mise a saltare per la gioia.
Corse a casa e la mamma le chiese- dove sei andata, Antonella???-
-Avevo perso una cosa molto importante, mamma-
disse Antonella, e lo disse così seria che la mamma le diete un bacio…di quelli che fanno rumore.
Bè...ora tutti hanno ritrattato la "vendida" del loro nome...
"maestra, no...non la voglio più la grotta dei Gormiti"...mi sento subito dire.
:-)
Abbiamo così giocato a "tu sei unico perchè" (si chiama ad alta voce ogni bimbo a turno e tutti evidenziando le cose belle e uniche che vedono in lui)
Ma c'è ancora il telo verde da scoprire...che ci sarà mai???
Ho alzato il telo ed ecco tante fotografie del Battesimo, una bacinella piena d'acqua ed una bambola vestita di bianco!
"Ma maestra siamo noi!"
Infatti il telo nascondeva le foto del loro Battesimo ed è stato molto emozionante per tutti osservarsi e con orgoglio mostrarle agli amici!Ho spiegato che è stato quello il momento in cui il loro nome è stato consacrato a Dio.
Durante il Battesimo il sacerdote ha chiesto a mamma e papà “che nome date al vostro bambino?” ed è così che siamo entrati a far parte della famiglia di Gesù!
Che divertimento poi, simulare il momento del nostro Battesimo e dire a gran voce il proprio nome!

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